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Albania: il commento alla giornata

Teuta-Tirana 1-1 (43’Hoxha/35′ Karabeci)
Sale a sei la striscia di partite senza vittoria del Teuta. Dopo l’exploit contro il Lushnja(6-2), la squadra ora allenata da Biturku ha collezionato soltanto cinque punti nelle ultime sei, con il sesto posto come inevitabile conseguenza di tutto ciò. Questa volta però alla squadra di Durazzo é andata bene, visto che ai punti e per la mole di gioco creata, il Tirana avrebbe nettamente meritato. Gli ospiti partono subito forte e al quarto minuto hanno già l’occasione di portarsi in vantaggio: pasticcio di Alfred Osmani che regala il pallone a Gilberto, l’attaccante brasiliano però calcia da posizione defilitata invece di servire il meglio piazzato Ndikumana. Il Teuta sembra essersi dimenticato come si giochi a calcio, e il Tirana così ne approfitta, anche se di vere azioni da gol non ce ne sono. Al minuto 35 la partita si sblocca: Karabeci dai trenta metri pesca il jolly dal mazzo e lascia partire una sassata che si spegne sotto l’incrocio dei pali, zero a uno con tanto di dedica all’allenatore Magani. Per i padroni di casa la situazione non é delle migliori, ma proprio nel momento più difficile il Teuta riesca a trovare la rete del pareggio. Punizione dalla destra di Ahmataj, Hoxha tutto solo colpisce di testa e batte l’incolpevole Lika. Di nuovo parità. Nel secondo tempo praticamente non succede nulla, ad eccezione della grande occasione da gol sui piedi di Ndikumana neutralizzata dalla difesa di casa. Uno a uno quindi il risultato finale. Il Tirana allunga a otto partite la striscia di risultati positivi, anche se oggi qualche rammarico c’è: da Durazzo si poteva tornare con l’intera posta in palio. 
Teuta (4-3-1-2): A.Osmani-Hoxha-Idrizaj-T.Osmani-Da Silva-Nika-Ahmataj-Batha-Dosti-Xhafaj-Kalu 
Tirana (4-2-3-1): Lika-Sina-Muça-Pashaj-Kalari-Karabeci-Taku-Kerciku-Ndikumana-Kahata-Gilberto 
Besa Kavaje-Flamurtari 3-1 (8′ 31′ Muriqi, 23′ Sefa/ 46′ Abilaliaj)
Il Besa Kavaje è ufficialmente la bestia nera del Flamurtari. Sefa e compagni quando affrontano la squadra allenata da Gjoka diventano inarrestabili, come già ci avevano dimostratp la settima e la diciotessima giornata di questo campionato. In quelle due partite il Flamurtari prima si inchinò due a zero a Kavaje (settima giornata) e poi venne clamorosamente umiliato in casa (quattordicesima giornata) per uno a quattro. La storia non é cambiata nemmeno oggi: Sefa e Muriqi hanno stesso Lika e soci. Servono soltanto otto minuti al Besa per passare in vantaggio. Fejzullahu imbuca con un pallone geniale Muriqi, che con freddezza trafigge Mocka per l’uno a zero. I padroni di casa continuano ad attaccare e al minuto 23 trovano la rete del raddoppio: calcio di punizione dalla sinistra di Berisha, Sefa svetta su tutti e indirizza la palla sul secondo palo, due a zero. Il Flamurtari non riesce a reagire, e complice la giornata no di tutta la difesa continua a subire le avanzate del Besa. Al minuto 31 è ancora Muriqi a trasformare in rete la respinta di Mocka sul tiro di Sefa. Il Flamurtari prova a cambiare le cose nella ripresa, con la rete al minuto 46 di Abilaliaj, ma é solo un’illusione. Il Besa conduce facilmente fino al 93′, e porta a casa tre punti fondamentali che la allontanano quasi definitivamente dalla zona retrocessione e la proiettano in zona Europa. Unica nota negativa l’uscita dal campo per infortunio di Fatjon Sefa. 
 Besa: Bejte-Fejzullahu-Hoxha-Ramadanaj-Hoxha-Mustafa-Dita-Haliti-Berisha-Sefa-Muriqi 
Flamurtari: Mocka-Sakaj-Beqiri-Dushku-Veliu-Mici-Kuqi-Lena-Lika-Abilaliaj-Pepa 

Partizani Tirana-Bylis Ballsh 2-0 (5′ Memelli, 45′ Nexhipi)
Tutto facile per il Partizani Tirana, che con il più classico dei risultati si sbarazza di un Bylis Ballsh in piena caduta libera. Pronti-via, e dopo cinque minuti i padroni di casa sono subito in vantaggio: Memelli si guadagna un calcio di rigore dubbio e lo trasforma con precisione per l’uno a zero. Terzo gol stagionale in quattro presenze per il 33enne attaccante albanese. La partita non é delle più belle per così dire, il Partizani non affonda mentre il Bylis sembra non esser arrivato a Tirana per disputare la partita. E proprio per questo che con il minimo sforzo la squadra di Sampaio riesce a mettere in cassaforte la partita nel primo tempo: minuto 45, ancora su rigore, questa volta guadagnato e trasformato da Nexhipi. La partita non ha più nulla da dire, il Bylis rimaneggiato dagli infortuni si difende per non subire l’imbarcata piuttosto che provare a rimontare lo svantaggio. Di male in peggio la squadra di Egbo, che non vince da più di un mese mezzo e la classifica ora inizia a dare più di un solo campanello d’allarme. Vittoria scaccia-critiche invece per il Partizani Tirana e soprattutto per il suo allenatore Marcio Sampaio, ora i rossi di Tirana grazie al pareggio del Kukesi sono al terzo posto – che vale l’Europa League – in solitaria. La strada per l’Europa però é ancora molto lunga.
 Partizani Tirana (4-4-2): Hoxha-Murati-Rrahmani-Krasniqi-Ibrahimi-Demiri-Antanasjevic-Mazrekaj-Krasniqi-Memelli-Nexhipi
 Bylis (4-4-2): Ruci-Doshlaku-Guga-Basriu-Kelmendi-Kurti-Sulkia-Bakiu-Shilova-Tahiraj-Bordon
Kukesi-Vllaznia 1-1 (82′ Hysa/13′ Dibra)
Derby del nord d’Albania a Kukes, tra due squadre in momenti di forma completamente diversi. Il Kukesi terzo in classifica, nonostante la sconfitta di Sabato a Tirana, é in un ottimo momento di forma, condito dal grande arrivo di Elis Bakaj. Il Vllaznia invece non se la passa bene: non solo é in piena zona retrocessione, ma ha anche dovuto dire addio al prorio allenatore Agim Canaj, dimessosi lunedì mattina. La partita sembrerebbe a senso unico, l’orgoglio del Vllaznia però non é da sottovalutare. I rosso-blu infatti partono subito forte al 13′ con Dibra, che sugli sviluppi di un calcio di punizione porta il Vllaznia in vantaggio. Il Kukesi non riesce a reagire nel primo tempo, complice anche la pesante assenza del miglior marcatore della squadra, Sokol Cikalleshi. Nella ripresa però la musica cambia e i padroni di casa assediano la porta del Vllaznia, e al 82′, in un azione simile a quella che aveva portato il Vllaznia in vantaggio, il Kukesi riesce a pareggiare la partita con Hysa. Non c’è tempo però per l’ennesima rimonta dei padroni di casa, il risultato finale è uno a uno. Punto d’oro per il Vllaznia, occasione sprecata invece per il Kukesi. 
Kukesi (4-2-3-1): Halili-Smajli-Brahja-Malota-Hallaçi-Uche-Progni-Hysa-Allmuça-Hoxha-Boya 
Vllaznia (4-3-3): Vujadinovic-Beqiri-Vukcevic-Sykaj-Shtubina-Kruja-Tafili-Nikolic-Boci-Dibra-Zefi 
Skenderbeu-Kastioti 3-1 (20′ Muzaka, 33′ Pejic, 75′ Ribaj /83′ Cela)
Stesso posto, stessa storia. Lo Skenderbeu in casa è infallibile, e il Kastrioti dopo averlo affrontato due volte nel giro di tre settimane a Korce, l’ha capito più che bene. I 23 punti di differenza in classifica non sono un caso, e nonostante il primo brivido sia creato da Malindi, lo Skenderbeu impega solamente 33 minuti a mettere la partita in cassaforte. Al 20′ Shkembi dalla sinistra crossa sul secondo palo dove il puntuale Pejic fa da torre servendo a Muzaka un pallone che il fantasista albanese deve soltanto mettere dentro. Al 33′ invece é lo stesso Pejic a trafiggere per la seconda volta l’incolpevole Kukrika, decimo gol stagionale per il bomber croato. Il secondo tempo é pura formalità per i campioni in carica, che gestiscono senza problemi e anzi trovano anche la rete del tre a zero, con Ribaj. Solo per la cronaca il gol della bandiera di Cela al 83′. Il Kastrioti continua nella sua crisi senza fondo: ultimo posto in classifica e salvezza che non sembra più alla portata. Per lo Skenderbeu invece che dire, il quarto titolo consecutivo é sempre più vicino. 
Skenderbeu (4-3-1-2): Shehi-Radas-Bicaj-Arapi-Dimo-Shkembi-Alikaj-Lilaj-Muzaka-Pejic-Ribaj 
Kastrioti (4-4-1-1): Kukrika-Doku-Sheta-Da Silva-Abraham-Ferraj-Sefa-Muçollari-Manuka-Bratic-Popovic 
Laçi – Lushnja 1-0 (11’Malo)
Il Laçi continua a sognare ed é sempre più secondo, in piena zona Europa League. Questa volta é bastata una sola rete, quella siglata dal Malo, per sconfiggere il Lushnja e portare a casa i tre punti. Partita dominata dal primo all’ultimo minuto dai padroni di casa, che più volte hanno rischiato di trovare il gol del raddoppio con Vucaj(migliore in campo), Nimani e lo stesso Malo. Il Lushnja davvero poca roba. La retrocessione sembra ormai inevitabile, anche se i punti di distacco dalla zona salvezza sono soltanto quattro. I miracoli nello sport accadono e questo può spingere il Lushnja a crederci fino alla fine. Il calendario però non aiuta, infatti nella prossima partita i giallo-verdi ospiteranno niente meno che la corazzata Skenderbeu, non certo la partita più facile.
LAÇI (4-3-1-2): Ujka-Thana-Buljan-Çela-Sefgjini-Zefi-Danaj-Teqja-Vucaj-Malo-Nimani
LUSHNJA (4-4-2) : Spaho-Bjelkanoviç-Ndoni-Bakiasi-Sulo-Gjyla-Topi-Dervishi-Fonseca -Çela-Arbri
P.TI G V N P GF GS
Skenderbeu 48 23 14 6 3 35 17
Laçi 37 23 11 4 8 26 21
Partizani Tirana 36 23 10 6 7 22 16
Kukesi 34 23 9 7 7 23 24
Besa Kavaje 33 23 9 6 8 27 24
Teuta Durres 32 23 7 11 5 31 28
Flamurtari 30 23 9 6 8 30 30
KF Tirana 27 23 7 6 10 15 21
Vllaznia 26 23 6 8 9 27 28
Bylis Ballsh 24 23 5 9 9 20 24
Lushnja 23 23 6 5 12 21 34
Kastrioti Kruje 22 23 6 4 13 14 24

FOCUS SU… Albania: l’importanza del KS Vllaznia

Il 22 marzo del 2013 l’attaccante albanese nato a Scutari, Hamdi Salihi, segnava al minuto 67’ e regalava alla nazionale guidata da Gianni De Biasi una delle vittorie più importanti in trasferta, quella contro la Norvegia. Anche se dopo questa impresa, l’Albania che saliva provvisoriamente al secondo posto del gruppo E, portandosi a un punto dalla capolista Svizzera, non si sarebbe qualificata ai mondiali del Brasile, la rete segnata da Hamdi Salihi a Oslo rimarrà uno dei ricordi più belli per i tifosi albanesi, e soprattutto per i suoi concittadini di Scutari, orgogliosi per l’origine del bomber albanese. Salihi, oggi trentenne, mosse i primi passi nel calcio professionista, giocando per la squadra della sua città, KS Vllaznia. A soli 20 anni contava 55 partite e 30 gol segnati, diventando subito il beniamino dei tifosi. Quelle furono le uniche partite giocate da Hamdi Salihi con la maglia del Vllaznia, il club più popolare del nord Albania. Lui avrebbe poi giocato e segnato una valanga di gol con KF Tirana dentro i confini, e non si sarebbe fermato neanche in Grecia, Austria, Stati Uniti, Cina e Israele, dove oggi gioca e firma reti per l’Hapoel Acre. Con 11 gol segnati in nazionale, Salihi è il bomber più prolifico ancora in attività (Erion Bogdani si è ritirato dal calcio giocato dopo aver messo a segno 18 gol con la maglia dell’Albania), nonché la grande speranza dei tifosi albanesi e dello staff tecnico. 

Abbiamo fatto questa lunga introduzione, non per fare pubblicità al bomber più illustre di Scutari, ma per parlare del Vllaznia e della sua crisi senza tregua. Fondato nel 1919, con 9 scudetti all’attivo e dopo aver dato al calcio nazionale gente come appunto Salihi, Vioresin Sinani (ritiratosi dal calcio dopo aver segnato 208 gol nella Superliga albanese, record assoluto), Bekim Balaj (gioca e segna per Jagellonia in Polonia), Armando Vajushi (leader del Litex Lovech in Bulgaria) o Xhevahir Sukaj (bomber del Sepahan nel campionato iraniano), oggi il KS Vllaznia, con problemi finanziari e organizzativi, occupa i bassifondi della classifica, rischiando seriamente la permanenza nella massima serie del calcio albanese. In un precedente articolo spiegavamo la parte organizzativa del KS Vllaznia, dove il sindaco di Scutari, Lorenc Luka da due anni si occupa anche del club di calcio. Per un semplice tifoso questo meccanismo sarebbe ottimo per l’andamento del club, e il management garantito da queste istituzioni porterebbe anche risultati sportivi a fine stagione. Però la realtà e tutt’altra. Adesso il club di Scutari è al nono posto con 22 punti (3 punti in più dall’ultimo posto condiviso dal Lushnja e il Tirana), in piena zona retrocessione, e con una partita difficile da giocare questo sabato contro il Partizani, secondo in classifica. Per salvarsi Vllaznia si deve aggrappare alle doti del croato Tomislav Bušić, capocannoniere della Superliga con 10 gol, e all’esperienza del suo tecnico, Agim Canaj, grande lavoratore ed uno che costringe le sue squadre a giocare un calcio divertente. Però a Scutari si vede che serve qualcos’altro per non perdere il treno salvezza. 
 Dopo aver visto negli ultimi anni grandi club come il Partizani e la Dinamo, cadere in disgrazia e dover disputare le categorie minori per problemi finanziari, speriamo che la stessa cosa non succeda con il club si Scutari, soprattutto per la sua tifoseria numerosa e divertente. Nel suo stadio, “Loro Borici”, secondo per capacità nel paese delle aquile (14050 posti a sedere), si è visto per la prima volta in Albania la famosa “ola”… 

ANDI KASMI

I Nostri Speciali: Il Derby di Tirana, la parte rossa

Sono tornato a Tirana (Tirona per alcuni) per poter assistere da vicino al derby, il primo dopo quattro anni di astinenza da stadio. Sono partito con gioia ed entusiasmo, ma anche con critiche da parte dei miei amici e dei miei cugini: a loro avviso infatti, con i soldi del biglietto Milano – Tirana avrei potuto comprare una giacca “Moncler”, oppure aggiungendone altri avrei potuto fare una di quelle vacanze che difficilmente si dimenticano.

Appena atterrato a Tirana avevo la stessa gioia di un bambino all’inizio delle vacanze estive. Con giornali e libri tra le mani ripassavo le statistiche dei derby passati. E’ l’unica maniera con cui posso zittire ogni volta i miei amici tifosi bianco-blu, anche se qualcuno ironicamente dopo la partita mi ha chiesto di aggiornarle. Ho letto ogni singola pagina Twitter e Facebook per informarmi su cosa i tifosi avessero organizzato dentro e fuori lo stadio. 
Non ho perso tempo, ho preso una bicicletta vecchia e mi sono immediatamente recato al centro di Tirana per comprare i biglietti. Uno scambio di battute non molto affettuose con l’uomo della biglietteria – il quale con arroganza mi ha invitato a non appoggiare la bicicletta sul chiosco della biglietteria perchè poi “lo avrebbe riverniciato con i suoi soldi”, non sapendo che mio padre fa quel mestiere e che avrebbe potuto riverniciare anche lui oltre tutto il chiosco – non mi poteva rovinare la giornata, perché il pomeriggio sarei andato allo stadio per vedere il derby, il mio derby.
Pranzo bene in modo da poter aver energia per tutto il resto della giornata, e così con la maglia rossa sotto il giubbino esco per le vie di Tirana. Vado in direzione della strada “Asllan Rusi”, dove mi unisco alla marcia dei tifosi del Partizani. Mia mamma quando lo scoprirà mi dirà: “Mamma mia, ma tu non cambi proprio mai”. 
Urlavo, mi sgolavo, facevo foto e mi esaltavo con i miei fratelli di tifoseria. In poche parole mi divertivo. Ho rincontrato conoscenti e amici a cui sono legato per l’amore che insieme nutriamo verso il Partizani. Tutti insieme abbiamo bloccato gli autobus che passavano per le strade e occupato (pacificamente) la città: questo è l’obiettivo principale e più divertente che hanno entrambe le tifoserie. Allo stadio però tutta l’euforia accumulata si è trasformata in un insieme di noia e rabbia. Prima di amare il Partizani amo il calcio, e i giocatori della mia squadra da questo punto di vista hanno lasciato molto a desiderare. Quelli che avevano confidenza con il pallone purtroppo vestivano a strisce bianco-blu.
Finita la partita ho spento il telefono e ho preso la strada verso casa in cui ero sicuro di non incontrare visi conosciuti, come si dice a Tirana: “Non volevo vedere nessuno con gli occhi”. Mi sono messo a letto presto e non ho pensato al derby (anche se sono sicuro che non mi crederete) e tra me e me mi promettevo che non avrei aperto il mio profilo Facebook per alcune ore e che non avrei comprato alcun giornale la mattina seguente. Così ho fatto. Poi verso l’ora di pranzo del giorno seguente ho aperto il computer e ho letto che l’allenatore del Partizani (Hasan Lika) aveva dato le dimissioni e che i tifosi non si riuscivano a spiegare la prestazione della sera precedente. Qualsiasi sia l’epilogo della partita infatti, il post-derby rimane sempre lo stesso: i tifosi perdenti vogliono la “testa” dell’allenatore e nelle loro menti iniziano a pensare ad intrighi e complotti degni delle migliori telenovele messicane.
Arrivederci al prossimo derby…
ANDI KASMI

Albania: Il commento alla giornata

Teuta – Lushnja 6-2 (12′ 22′ 50′ 75′ Joel, 43′ Samb, 81′ Xhafaj / 57′ Fonseca, 90′ Arbri)
Giù il cappello al cospetto di questo favoloso Teuta. La squadra di Sorrentino distrugge con un sei a due tennistico il malcapitato Lushnja, mattatore della serata Joel Apezteguia Hijuelos meglio conosciuto in quel di Durazzo come Joel. L’attaccante cubano – portato in Albania dal direttore tecnico Roberto Nava – ha mandato in visibilio il pubblico con le sue quattro reti e i conseguenti balletti di esultanza. Ma oltre a lui ci sono da sottilineare le prove degli altri neoarrivati come Batha e Samb, a testimonianza dello straordinario lavoro svolto da Nava. E non dimentichiamoci che per motivi burocratici i nuovi Kalu, Shala e Badalli non sono potuti scendere in campo. Per il Lushnja invece è notte fonda. La situazione si fa sempre più critica e non si intravedono soluzioni all’orrizzonte anche se la zona salvezza dista solo 4 punti. Il Teuta invece con questa vittoria si porta al secondo posto a parimerito con il Partizani. Il Teuta c’è, Skenderbeu, Partizani e Kukesi sono avvisati…
Teuta(4-3-1-2): Rizvani – Jakupi – Hoxha – Osmani – Da Silva – Nika – Batha – Hodo – Dosti – Samb – Joel

Lushnja (4-5-1): Spaho – Gyla – Sula – Bakiasi – Byzhyti – Topi – Dervishi – Cimili – Trashi – Tiodorovic – Canka

Kastrioti Kruje – Tirana 0-0
Kastrioti e Tirana si spartiscono la posta in palio, in un pareggio dal sapore di sconfitta per entrambe. La classifica infatti parla chiaro, un punto non serve a nessuno, specie per il Tirana che continua ad essere ultimo con tredici punti. 
Se la partita si fosse decisa ai punti però, gli ospiti avrebbero chiaramente vinto e meritato di vincere. La squadra di Magani ha disputato una grande partita, in particolare nel secondo tempo quando le differenze di condizioni fisiche delle due squadre sono balzate agli occhi di tutti. L’ ottimo lavoro di preparazione svolto in tutto il mese di Gennaio ha dato i propri frutti. Peccato per la traversa pazzesca colpita da Mario Morina in semi-rovesciata al 60′, che avrebbe chiaramente meritato miglior sorte. Troppo poco invece il Kastrioti. La squadra è stata rinforzata (Popovic, Bratic, Manuka) ma in campo i risultati non si vedono. Considerando tutto questo quindi, Popovic e compagni saranno sicuramente più contenti rispetto al Tirana del punto conquistato. Ciò però non cambia le carte in tavola, perché questo zero a zero é importante solo per le dirette concorrenti alla salvezza di Kastrioti e Tirana.
Kastrioti (4-4-2): Kukrika – Caca – Xhafa – Turdiu – Da Silva – Cela – Daja – Bratic – Manuka – Popovic – Malindi

Tirana (4-4-2): Lika – Vrapi – Muça – Kerçiku – Pashaj – Taku – Karabeci – Korreshi – Kahata – Cota – Morina



Besa Kavaje – Laçi 2-2 (Sefa 82′ Muriqi 92′ / Cela 28′ Brkic 66′)
Pazzesco a Kavaje. Pareggio ricco di emozioni e di infinite contestazioni, da entrambe le parti. Il migliore in campo questa volta non è stato nessuno dei giocatori, bensì l’arbitro Enea Jorgji, che ha rovinato una partita bellissima. Ma andiamo con ordine. 
Il Laçi nonostante l’assenza di Vucaj è voglioso di tre punti. La squadra di Nica gioca i primi due-terzi di gara in maniera quasi perfetta. Cela nel primo tempo e Brkic nel secondo portano gli ospiti addirittura al doppio vantaggio. Partita chiusa? Macchè. Dopo appena 60 secondi dal secondo gol ospite inizia lo show di Jorgji. Danaj atterra Berisha in area, secondo giallo per il difensore e calcio di rigore per il Besa. Fin qui tutto ok. Dal dischetto Sefa spiazza Llani, ma l’arbitro clamorosamente fischia una punizione per il Laçi e ammonisce Sefa. Sembra uno scherzo ma non è così. Jorgji spiega il tutto dicendo che un giocatore del Besa è entrato in area durante la battuta del rigore, e quindi per lui è calcio di punizione per gli avversari. Non è finita qui. Al 82′ altro rigore e altra espulsione contro il Laçi, la rete di Sefa questa volta è valida. Minuti di recupero. Mischia clamorosa in area del Laçi, Berisha perde il controllo del pallone e commette un netto fallo ai danni di Tanushi, l’arbitro non fischia e sullo sviluppo dell’azione Muriqi realizza il 2-2. Questa volta è il Laçi a reclamare, ma Jorgji non ne vuole sapere. Termina così in pareggio, ma il grave errore tecnico di Enea Jorgji sul primo rigore di Sefa potrebbe far sì che la partita si ripeta.
Besa (4-2-3-1): Bejte – Hoxha – Fejzullau – Haliti – Ramadanaj – Mustafa – Deliallisi – Berisha – Mancaku – Dita – F.Sefa

Laçi (4-4-2): Llani – Cela – Sefgjini – Ofoye – Dani – Adeniyi – Owoje – Veliaj – Nimani – Brkic – Tanushi



Partizani Tirana – Kukesi 0-0
Tanto fumo e niente arrosto per il big match della 17esima giornata tra Partizani e Kukesi. Le aspettative erano tante, viste le grandi campagne acquisti effettuate da entrambe le squadre. Il risultato e nel complesso la partita però hanno deluso tutti. La paura di ripartire con la seconda sconfitta stagionale ha prevalso in entrambi gli allenatori, e il zero a zero finale ne è la testimonianza. Le squadre si sono divise un tempo a testa. Nel primo, il Kukesi ha provato in tutti i modi a fare la partita, creando almeno tre azioni pericolose con Boya, Izuchukwuka e Cikalleshi. Nel secondo tempo invece il Partizani Tirana ha cambiato marcia, provando con Saçer e Dunkoviç a rendersi pericoloso, ma a nulla è serivito. Un brutto 0-0, utile solo allo Skenderbeu che vincendo oggi contro il Vllaznia si porterebbe a +9 dai rossi di Tirana. E per il Partizani tra sette giorni c’è il derby con il Tirana, non una partita qualsiasi…
Partizani (4-2-3-1): Hoxha – Krasniqi – Rrahmani – G.Krasniqi – Ibrahimi – Demiri – Antanasjevic – Hyshmeri – Mazrekaj – Dunkovic – Saçer

Kukesi (4-2-4): Halili – Shameti – Dikanovic – Malota – Hallaçi – Musolli – Uche – Progni – Cikalleshi – Boya – Izuchukwuka



Bylis Ballsh – Flamurtari 0-0
Non c’è niente da fare, a Ballsh non riesce proprio a vincere nessuno. Ci avevano già provato lo Skenderbeu (0-1), il Kukesi (1-1) e il Partizani Tirana (0-1) con scarsi risultati, e anche il tentativo di ieri del Flamurtari è andato a vuoto. In casa la squadra di Egbo si trasforma e riesce a mettere in difficoltà chiunque. Questa volta però gran parte del merito va al portiere Stive Frasheri, che si è trasformato in una saracinesca respingendo in molte occasioni i tentativi del Flamurtari, soprattutto nella ripresa. Per gli ospiti da sottolineare l’ingresso nella ripresa del colpo di questa mercato di Gennaio, ovvero Gilman Lika. Il centrocampista ex Tirana ha parlato così nel postpartita: ” Sono molto contento per il mio esordio.Vengo da un periodo di riposo e quindi non sono nella mia forma migliore. Proprio per questo lavorerò molto per tornare il più presto possibile al top”.
Nella la prossima giornata Kukesi e Besa aspettano Bylis e Flamurtari.

Bylis(4-4-2): Frasheri – Guga – Basriu – Idrizaj – Doshlaku – Gerxho – Meto – Kastrati – Bakiu – Abazaj – Kuli

Flamurtari (4-4-1-1): Mocka – Sakaj – Beqiri – Dushku – Mici – Pepa – Lena – Telushi – Begaj – Zeqiri – Abilaliaj
Skenderbeu – Vllaznia 2-1 (7′ Shkembi, 18′ Ribaj, 64′ Tafili)
Dopo il pareggio del Partizani Tirana, la partita di ieri era un’occasione troppo ghiotta per allungare in classifica. Lo Skenderbeu non se l’è fatto dire due volte e ne ha approfittato per portarsi a +9. Shkmebi e compagni sono entrati in campo con l’unico obiettivo di portare i tre punti a casa, e con una partenza sprint hanno immediatamente messo il risultato in cassaforte. Nel secondo tempo il Vllaznia però è salito in cattedra, e complice l’appagamento dei padroni di casa ha costruito vari pericoli in zona Shehi. Al 64′ Tafili ha accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio di punizione, mettendo ancor più paura ai tifosi di casa. Ma di pericoli nell’area dello Skenderbeu non se ne vedranno più, e anzi sono proprio i bianco-rossi di casa a creare l’occasione per il 3-1 con Tomic, sventata prontamente da Vujadinovic. Due a uno il risultato finale. Vittoria fondamentale, resa ancor più importante dalle tante assenze(Pejic, Ademir, Radas e Orelesi infortunatosi durante il match). Il Vllaznia invece rimane a 21 punti al quart’ultimo posto, e se il campionato finisse ora sarebbe retrocesso in serie B.
Skenderbeu(4-3-2-1): Shehi – Dimo – Gvozdenovic – Bicaj – Arapi – Shkembi – Orelesi – Lilaj – Muzaka – Tomic – Ribaj

Vllaznia (4-4-2): Vujadinovic – Gocaj – Sykaj – Vukçevic – Boci – Shtubina – Bardulla – Nikolic – Tafili – Hajdari – Busiç

SUPERLIGA TOTALE
POS SQUADRA P.TI G F S DIFF
1 SKENDERBEU 36 17 25 12 13
2 TEUTA 27 17 26 22 4
3 PARTIZANI TIRANA 27 17 16 13 3
4 LAÇI 26 17 19 16 3
5 KUKESI 26 17 18 16 2
6 FLAMURTARI (-3) 25 17 20 16 4
7 BYLIS BALLSH 22 17 19 17 2
8 BESA KAVAJE 22 17 16 19 -3
9 VLLAZNIA 21 17 22 23 -1
10 LUSHNJA 18 17 16 26 -10
11 KASTRIOTI KRUJE 17 17 10 16 -6
12 KF TIRANA 13 17 6 17 -11

Esclusiva CDE con Roberto Nava direttore del KF Teuta

 Esclusiva CDE con Roberto Nava direttore del KF Teuta . Calcio Dell’est ha intervistato in esclusiva il direttore generale del KF Teuta – Roberto Nava – che ha intrapreso la nuova avventura nella società albanese qualche mese fa. Enxhi Fero lo ha intervistato per noi, soffermandosi sulla politica che seguirà il Teuta sotto la sua gestione. Si è parlato di mercato – obbiettivi futuri  e calciatori già arrivati – e sui prossimi traguardi che la società si è prefissata di raggiungere. Abbiamo inoltre chiesto al direttore un parere sul movimento calcistico, albanese e dei migliori calciatori presenti in questo momento nella Superliga albanese.
Da direttore tecnico del Lugano è passato in quel di Durazzo. Quando si è fatto avanti per la prima volta il Teuta?
Dal FC Lugano al KF Teuta: è successo tutto in una settimana. Il 27 ottobre appena mi sono liberato dal contratto da Direttore Tecnico che avevo a Lugano è arrivata la proposta del Signor Hasambelliu (presidente del Teuta). La sua voglia di vincere e la sua serietà, sono state l’arma vincente per farmi accettare l’incarico. Le belle parole del mio amico Lirim Zalla, hanno contribuito tanto, ma è stato Eni Imami a dirmi: “Direttore, tre persone come te e il calcio Albanese cambia verso l’alto”…Ed eccomi qui, Durazzo è una grande piazza, con una grande tifoseria e soprattutto sono venti anni che non vince. Una sfida intrigante che ho subito raccolto entrando nella società con GEA SPORT SA(società svizzera) come partner, perché è un progetto non solo di calcio, ma anche di Accademia giovanile e di marketing, poi parliamoci francamente…a Durazzo si sta bene, bella gente,grande mare. Ora i tifosi devono avere solo pazienza e stare uniti, stare vicino al Presidente e non criticare stupidamente, ma sostenere la squadra. Tengo a sottolineare che per il KF TEUTA io lavoro gratis, senza salario, solo per il piacere di vincere.

Quale è stato il primo impatto con l’Albania? Visto il suo incarico quanto tempo ci trascorre mensilmente?
Io ho vissuto in Albania tre anni, venti anni fa…..ritornare dopo tanti anni è stato bello, vedere tutti i cambiamenti di Tirana e di Durazzo è stato interessante, un grande sviluppo. Il primo impatto dopo tanto tempo è stato gradevole, anche perché il Signor Zalla e il grande campione del passato Ilir Imami mi hanno fatto sentire come a casa. Bello, veramente bello! Il mio incarico è importante, ma ho un grande Staff che mi aiuta e con il quale sono sempre in contatto, il Direttor Edi Salillari e il Vice Presidente Niku Braho che parlano italiano, mi danno un grande aiuto. Trascorro a Durazzo circa 10 giorni al mese. Del resto il Teuta è in buone mani e poi con tutta la tecnologia di oggi mi sento quotidianamente con i miei collaboratori tecnici, ovvero con Mister Sorrentino e il suo staff.

E’ stata una campagna acquisti ottima per il Teuta. In che modo si convincono giocatori come Samb e Shala, che hanno alle spalle esperienze in Seire A, a venire a giocare in Albania?
La campagna acquisti non è ancora finita, perché sta entrando nel vivo adesso, infatti non sono pienamente soddisfatto di alcune scelte che forse sono sopravvalutate e non sono da Teuta . C’è tempo fino a mezzanotte del 31 Gennaio per cambiare. Penso ancora di prendere un bravo attaccante. Poi per convincere giocatori come Samb e Shala che hanno alle spalle esperienze in Serie A a venire a giocare in Albania, è molto semplice, non è un problema economico, basta avere un Presidente come Hasambelliu che ti lascia fare, essere socio di due procuratori come Vigorelli e Contratto, conoscere Sogliano il Direttore sportivo del Verona Hellas, e proporre ai giocatori un progetto serio con finestra sull’Europa. Questi due giocatori insieme costano la metà di qualche altro albanese che non ha voluto venire al Teuta, quindi un buon affare. Ma io penso che, anche l’operazione che ho fatto con Batha è stata ottima. Infatti il Teuta ha i due eterni della U21 Imami e Batha che hanno un sicuro avvenire calcistico anche all’estero, visto la loro giovane età. Ma la vera scoperta è stata Fabio Beqja giocatore al quale abbiamo dato fiducia, e vedo in lui un grande futuro, se resterà umile.

Quindi nel mirino c’è ancora un altro attaccante: qual è o quali sono gli obiettivi principali ?
Il passo è obbligato ma la scelta è difficile. Stiamo cercando una seconda punta preferibilmente di esperienza, come Ike Kalu ex Sampdoria o Ruben Cecco ex Tirana, che conosce il calcio albanese, oppure Bebeto dal FC LUGANO in prestito. Ma se Tomislav Busic (ex Vllaznia) si facesse sentire, due parole le farei volentieri con lui. Nel caso firmassimo Busic, automaticamente faremmo giocare Joel seconda punta, e terremmo comunque in casa dandogli fiducia Ermir REZI, un ’94 interessantissimo dal sicuro avvenire.


Lo Skenderbeu è a nove punti di distanza, credete ancora nella vittoria del campionato o vi accontenterete di un posto per l’Europa League?
Lo Skenderbeu è una squadra forte,fortunata e aiutata. Nove punti sono tanti, ma non dimentichiamo che la crisi il TEUTA l’ha già avuta e quindi speriamo sia passata. In più lo Skenderbeu dovrà fare i conti ancora con Partizani,Kukesi e Flamurtari e ogni partita è storia a se. Io posso assicurare due cose: una che “i ragazzi del mare” giocheranno 16 finali, l’altra che abbiamo voglia di fare bene e poi vedremo come finisce. La nostra attenzione comunque è anche sulla Coppa Nazionale, che assicura un posto in Europa. Certo che la musichetta della Champions è un’altra cosa e credetemi Hasambelliu la merita tutta. Purtroppo in campo ci sono anche gli altri e la palla è rotonda, lo dimostra il fatto che se il tiro di Hodo (palo) contro il Tirana fosse stato 5 centimetri piu’ in la, avremmo due punti in più e un’altra classifica. Il calcio è questo e credo che il Teuta sia in credito con la dea bendata.

Il vostro progetto a Durazzo sarà a lungo termine? E dove pensa che potrà portare il Teuta?
Bella domanda. Il progetto è a lungo termine ma con Hasambelliu non ci sono contratti, solo una stretta di mano e un abbraccio tra uomini veri: dove potro’ portare il Teuta? Spero a vincere qualche cosa di importante, da dividere con i miei collaboratori,la mia famiglia e tutti i tifosi, anche con quelli che ci sparano adosso.


Quale giocatore del Teuta l’ha impressionato maggiormente e meriterebbe palcoscenici europei più importanti?
Sicuramente Albi Dosti, giocatore indisciplinato, ma con grandi colpi e grande rapidità, un ottimo trequartista giovane.


Ultima domanda: se potesse prendere dalle altre squadre del campionato tre giocatori, chi prenderebbe?
Molto facile, partiamo dai big:Amir Rrahmani, Gerhald Progni e Tomislav Busic anche perché Batha l’ho già preso. Per i giovani di sicuro avvenire prenderei Elis Kabuni, Kevin Pinari, Sindi Kryemadhi e Gabriele Mezini.

Albania: si chiude la prima parte della stagione, ecco la Top 11


Con la fine dell’anno si chiude anche la metà della massima categoria del calcio albanese. Prima di mangiare il bakllava, dolce tradizionale per festeggiare il capodanno in Albania, andiamo a conoscere i migliori 11 della Superliga. 

In porta il suo nome ormai è diventato un’abitudine. Parliamo di Orges Shehi, 36 anni e non sentirli. Una garanzia per Skënderbeu Korçë, la squadra che ha subito di meno fino adesso e una gran parte del merito è senz’altro anche suo.

I quattro schierati in difesa sono stati scelti da altrettanti club. A destra ha avuto la meglio Dritan Smajli, un pezzo pregiato in Albania, visto le difficoltà di trovare giocatori bravi in quel ruolo. Trasferito a inizio stagione da Vllaznia Shkodër a Kukësi si è confermato il miglior terzino destro in circolazione. I due centrali sono Labinot Ibrahimi del Partizani Tirana e Ivan Gvozdenović del Skënderbeu Korçë. Il primo una sorpresa assoluta, 27 anni è un carattere da leader indiscusso. Forte di testa e bravo nei lanci lunghi, è stato il colpo del mercato estivo del club capitolino. Il secondo un mancino, ex capitano di Stella Rossa, un serbo ben integrato in Albania. Un nome su cui si può scommettere ogni anno. Professionista. Il padrone della fascia sinistra è Gledi Mici del Flamurtari Vlorë. La corsa e i cross sono specialità della casa. Con i suoi 22 anni può solo migliorare e diventare un protagonista anche in chiave nazionale.

Il centrocampovede come protagonisti giocatori di corsa e di qualità. Gerhard Progni sta vivendo il periodo migliore della sua carriera. 4 gol e tanti assist che hanno aiutato il suo Kukësi di passare le difficoltà iniziali e lui a diventare un top player della Superliga. In centro il ritorno di Hair Zeqiri dal campionato turco ha aumentato il livello del centrocampo del Flamurtari Vlorë e ha regalato una scelta in più al c.t. Gianni De Biasi per le prossime partite della nazionale. 5 i gol segnati in questo torneo dal regista 25enne. Non poteva mancare in questa formazione ideale Erando Karabeci, capitano del Tirana. Sempre grintoso e con tanta voglia di fare, ma la qualità dei compagni che ha di fianco certo non lo aiuta. Sentito per lui il derby contro Partizani; è un prodotto dell’accademia dei rossi. Solomonson Izuchukwuka non è di certo un nome albanese. Quel che è certo però è la qualità del ragazzo nigeriano, che sta facendo impazzire i tifosi del Bylis Ballsh con le sue giocate di alta classe e i suoi cinque gol partendo sempre dalla seconda linea.

Completano la top 11 i due attacanti. Il primo è Daniel Xhafaj del Teuta Durrës, un fenomeno tutto albanese, con quasi 200 gol in carriera e già 9 messi a segno quest’anno. Nato a Valona ma è di casa a Durazzo, dove vuole chiudere la carriera. Tanto il mare è sempre vicino. 9 sono i gol segnati anche dal croato Tomislav Bušić, l’asso 27enne del Vllaznia Shkodër. Nel suo palmares personale conta un campionato croato vinto nel 2005 con Hajduk Split e una trentina di gol segnati con quella maglia. Merita sicuramente un’altra piazza.

Allenare una squadra dotata di una qualità superiore come questa sarebbe piacevole per ogni tecnico albanese, come ad esempio per Ernest Gjoka del Flamurtari Vlorë. A inizio stagione gli fu promesso una rosa capace di vincere il torneo ma dopo le difficoltà economiche del presidente-sindaco Shpëtim Gjika e dopo aver visto andare i giocatori migliori che aveva in disposizione decise di rimanere a Valona dove riuscì a tenere la squadra nelle parti alte della classifica.

Le alternative di lusso In questa top 11 potevano essere schierati tanti altri giocatori. In porta Alban Hoxha del Partizani Tirana se farà una seconda parte della stagione all’altezza della prima, avrà sicuramente le sue chance. In difesa Tefik Osmani del Teuta Durrës oppure Renato Arapi, terzino del Skënderbeu Korçë meriterebbero una maglia da titolare. In centrocampo vanno seguiti con attenzione i vari Albi Dosti (Teuta Durrës), Idriz Batha (Besa Kavajë), Erjon Vucaj(Laçi) e Bledi Shkëmbi, capitano-simbolo dei campioni in carica, Skënderbeu Korçë. In attacco forte dei suoi 6 gol anche il 29enne Fatjon Sefa (Besa Kavajë), protagonista del mercato di gennaio, fortemente chieste dai club della capitale.

ANDI KASMI

Quando un sindaco fa il presidente, l’esperimento fallito in Albania

I maggiori club albanesi, Tirana e Vllaznia compresi, sono di proprietà dell’amministrazione locale. Per chi la frase suona strana, in soldoni il sindaco della capitale è anche presidente del KF Tirana nonché proprietario del club. La stessa cosa vale per la città di Scutari, dove il sindaco Lorenc Luka ha da due anni preso sotto la sua ala protettiva il club di Vllaznia, club con un valore non solo sportivo ma anche storico. Per un semplice tifoso questo meccanismo sarebbe ottimo per l’andamento dei club, e il management garantito da queste istituzioni porterebbe anche risultati sportivi a fine stagione. Però la realtà e tutt’altra. KF Tirana, che nella sua bacheca espone 24 titoli nazionali e 15 coppe, oggi è ultimo in classifica con la miseria di 10 punti in 13 partite. Per Vllaznia le cose sembravano andassero meglio, dopo un inizio esuberante e alcune belle vittorie nelle prime giornate di campionato. Entusiasmo svanito presto, quando i problemi finanziari sono venuti alla luce e la cosa ha condizionato anche il ritmo della squadra nelle partite giocate. Oggi il club di Scutari è al settimo posto con 17 punti, ma con un andamento lento nelle ultime 3 partite, tutte perse.

Flamurtari Le cose non vanno meglio a Valona. Flamurtari, che nelle ultime 3 stagioni è stato l’unico vero rivale del Skenderbeu campione, non riesce più a tenergli il passo. A ogni squadra può succedere un calo di rendimento, ma già nell’estate si era notato che questa stagione sarebbe stata difficile nella città costiera. Dopo aver preso nel mercato estivo i difensori Dushku e Smajli, il portiere Lika e rinnovato con Muzaka e il bomber Memelli, Flamurtari si proiettava per un’annata da protagonista assoluto del calcio albanese, ma un processo giudiziario contro il presidente Shpetim Gjika (guarda caso, anche sindaco di Valona) ha portato ad una profonda crisi economica. Nessuno dei calciatori ha avuto i soldi promessi, e dopo alcune settimane tutti i migliori sono andati via. Muzaka ha firmato per i rivali del Skenderbeu, Memelli si è trasferito in Arabia Saudita e a Valona sono rimasti solo Dushku (che a gennaio tornerà a giocare per Tirana), Veliu, Zeqiri e alcuni giovani interessanti. Anche per Flamurtari 17 punti in 13 partite e un campionato in salita.

Gli altri. Abbiamo nominato i club più titolati, ma nella stessa situazione si trovano anche Besa Kavaje, Lushnja e Kastrioti Kruje. Tutti club che dipendono dai soldi pubblici e dai sindaci/padroni, che in alcuni casi (come a Tirana e a Scutari) hanno pubblicamente dichiarato che a loro di calcio interessa poco o niente. Le meglio posizionate in classifica sono le squadre gestite da soggetti privati, che hanno un budget normale per affrontare il torneo. Della stabilità economica di Skenderbeu c’è poco da dire, visto che ha vinto il torneo negli ultimi 3 anni. Un rinato ed economicamente stabilito Partizani, fa bene al movimento calcistico in Albania, per i tanti tifosi che possiede. Kukesi, dopo gli investimenti fatti non è più una sorpresa e quest’anno pretende il trono dello Skenderbeu.

Però lo schema del torneo dice che le ultime 4 squadre retrocedono e con questo andamento, visti i problemi economici e amministrativi la Superliga albanese può perdere un pezzo di storia.

ANDI KASMI